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È arrivata l’influenza e le virostar già danno di testa

Come tutti gli anni, puntuale come il panettone, è arrivata la consueta influenza stagionale: stavolta è l’australiana il nuovo cattivo del 2024/25.

La psicosi da influenza stagionale

Con l’arrivo dell’autunno, anche le virostar – protagonisti ormai fissi dei palinsesti – rispolverano le loro previsioni apocalittiche. “Vaccinatevi, perché non è una semplice influenza!”, ammonisce l’immancabile e immarcescibile Matteo Bassetti. Ma tra i più critici cresce il sospetto che anche questa sia una delle solite esagerazioni: ogni anno il virus influenzale muta, assume nuove forme, e si ripropone con sintomi leggermente diversi. Stavolta, però, Bassetti e altri virologi hanno introdotto un nuovo twist: la “attacca il cervello”. Un piccolo cambiamento narrativo che ha già messo in moto le campagne vaccinali e il panico tra la popolazione più anziana.

L’ansia delle campagne vaccinali

Non c’è influenza senza un messaggio ripetuto fino all’esasperazione: vaccinarsi è l’unica via di salvezza. Le campagne vaccinali sono già partite, e l’appello è di raggiungere soprattutto gli over 70 e i soggetti fragili. Questa influenza è descritta come particolarmente pericolosa per i più anziani, ma anche i bambini ne sono un bersaglio, con casi di ricoveri già registrati in diverse città italiane.

Cosa dicono gli esperti?

Se uno legge attentamente, si scopre che i sintomi descritti da Bassetti non sono poi tanto diversi da quelli di una normale influenza: febbre, tosse, dolori muscolari, e per alcuni, problemi gastrointestinali. Però, l’aggiunta del cervello “attaccato” crea una nuova narrativa, una patina drammatica che rende l’influenza australiana il perfetto nemico dell’autunno. La paura, insomma, è una componente immancabile, e l’arma principale sembra essere l’appello insistente ai vaccini.

La stagione dell’”allarme perenne”

La stagione influenzale del 2024 appare già segnata dalla parola “allarme”, con esperti che raccontano di scenari in cui il virus potrebbe circolare fino a dicembre con un picco che rischia di arrivare presto. In Australia, infatti, l’H3N2 ha causato ricoveri e preoccupazioni significative. Ma qui si aggiunge la classica domanda: siamo davvero di fronte a qualcosa di nuovo, o le previsioni sono in realtà lo stesso copione di sempre, solo con toni più drammatici? Bassetti stesso non esclude che l’H3N2 possa essere la variante predominante quest’anno, ma i sintomi rimangono quelli tipici, solo un po’ più forti.

In conclusione, la “psicosi” influenzale di quest’anno offre una nuova serie di motivi per preoccuparsi, vaccinarsi, e aspettare con ansia il picco previsto per le prossime settimane.

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Pubblicato inSanità

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