Vai al contenuto

Il sistema: come magistrati, media e sindacati remano contro il governo

Signore e signori, benvenuti nella commedia dell’assurdo, lo spettacolo tragicomico in cui il popolo vota, il governo governa, ma il sistema dice NO! Perché, vedete, in Italia esiste un algoritmo infallibile: se la sinistra perde le elezioni, il sistema si attiva. Magistrati in toga da crociata, giornalisti con la penna imbevuta di livore e sindacati in perenne sciopero. Un’orchestra perfetta, che suona sempre la stessa musica: sabotaggio, delegittimazione, attacco.

Il caso Palamara: la giustizia “a comando”

Ma non siamo noi a dirlo, eh! No, no! Ce lo ha spiegato Luca Palamara, ex membro del CSM, che con una serenità disarmante ha svelato il grande segreto di Pulcinella: in Italia la magistratura non si limita a giudicare, ma gioca a fare il burattinaio della politica. Lo ha detto chiaro e tondo: quando la destra governa, magicamente compaiono inchieste, avvisi di garanzia, indagini che spuntano come funghi dopo un temporale.

E così ecco il “metodo” in azione: prima si trova il bersaglio, poi si scava, si spulcia, si cerca il pelo nell’uovo. Non si trova nulla? Pazienza, si costruisce il castello di sabbia: intercettazioni, insinuazioni, processi mediatici. Non importa se poi, anni dopo, arriva l’assoluzione: il danno è fatto, il leader di turno è infangato. Ricordate Salvini? Accusato per aver difeso i confini, poi assolto. Ma intanto quante paginate di giornali e talk show velenosi abbiamo dovuto sorbirci?

Sindacati: da difensori dei lavoratori a braccio armato del sistema

E qui arriviamo ai sindacati. Sì, quei simpaticoni che un tempo difendevano i diritti dei lavoratori e oggi difendono il loro potere politico. Da quando questo governo è in carica, la macchina dello sciopero è ripartita a pieno regime: nel 2024 già 1.603 scioperi! Una cifra da record. Ma chi ci crede che sia tutto per il bene dei lavoratori?

Perché, guarda caso, gli scioperi si moltiplicano solo quando governa la destra. E guarda caso, servono solo a creare caos, disagio, malcontento. Perché un popolo infelice è un popolo manipolabile. Lo sanno bene i sindacalisti da poltrona, quelli che predicano giustizia sociale mentre intascano stipendi da capogiro e blindano il loro potere.

Media e social: il lanciafiamme dell’informazione “imparziale”

Ma senza la macchina mediatica, tutto questo teatrino non avrebbe la stessa potenza. Perché ormai la stampa italiana è una succursale di partito. Ogni giorno, titoloni allarmisti, editoriali indignati, opinionisti con la bava alla bocca che dipingono il governo come un’orda di barbari.

E i social? Peggio ancora. Un tempo erano un’arena libera, ora sono un campo minato. Se osi difendere l’esecutivo, ecco che partono le etichette: sei fascista, razzista, disumano. I soliti slogan, usati per tappare la bocca a chi non si allinea.

E così, tra un talk show schierato e un hashtag indignato, si costruisce la narrativa perfetta: il governo è il nemico del popolo. E chi lo dice? Sempre loro, i soliti “guardiani della democrazia”, quelli che democrazia vogliono solo se comandano loro.

Il gioco sporco delle opposizioni

E poi ci sono loro, i politici di opposizione, quelli che invece di fare proposte concrete passano il tempo a piagnucolare a Bruxelles. Chiedono “aiuto” ai compagni europei, denunciano inesistenti derive autoritarie, sperano che qualche burocrate straniero ci metta i bastoni tra le ruote. E nel frattempo, fabbricano menzogne e alimentano odio.

L’ultimo esempio? Il caso Almasri. Strumentalizzato ad arte proprio quando il governo si sta ritagliando un ruolo da protagonista negli equilibri internazionali. Perché guai se l’Italia conta qualcosa fuori dai confini! Meglio che rimanga una colonia, governata dai soliti noti.

Chi comanda davvero?

E allora, la domanda finale: chi comanda davvero in questo Paese? Il popolo che vota o il sistema che lo sabota? Perché se ogni volta che un governo di destra prova a governare si scatena la tempesta perfetta, allora il messaggio è chiaro: “Comandiamo noi e basta. Altrimenti, scatta l’emergenza democratica”.

Ma attenzione: la pazienza degli italiani non è infinita. Perché a pensar male si fa peccato, ma a vedere sempre gli stessi giochi, si finisce per aprire gli occhi. E quando il popolo apre gli occhi, per il sistema arriva la resa dei conti.

Hey, ciao 👋
Piacere di conoscerti.

Iscriviti per ricevere le ultime notizie nella tua casella di posta, ogni settimana.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Ti è piaciuto questo post? Allora condividilo!
Pubblicato inPolitica

Un commento

  1. Renato Renato

    Ecco perché servirebbe una vera dittatura. Con una dittatura vera, tutti questi giochetti-perché di questo si tratta- cesserebbero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PHP Code Snippets Powered By : XYZScripts.com