Aveva appena parlato della morte. Pochi minuti dopo un grande crocifisso gli è caduto addosso mentre celebrava l’Eucaristia
Ci sono morti che lasciano sgomenti. E ce ne sono altre che, senza bisogno di cercare segni miracolosi o spiegazioni soprannaturali, sembrano costringerci a fermarci e a pensare.
Quella di padre Patricio Alfredo Sánchez Molinari appartiene certamente a queste ultime.
Sabato 17 ottobre 2026, nella chiesa di Nuestra Señora del Perpetuo Socorro di Guayaquil, in Ecuador, il sacerdote redentorista di 53 anni stava celebrando la Messa. Alle sue spalle campeggiava un grande crocifisso di legno.
All’improvviso la struttura si è staccata dalla parete ed è precipitata sul sacerdote, colpendolo violentemente. Tutto è avvenuto in pochi istanti, davanti ai fedeli e davanti alla telecamera che trasmetteva la celebrazione sui social. I soccorsi non sono riusciti a salvarlo.
Un sacerdote è morto mentre celebrava la Messa, colpito proprio da una croce.
Una coincidenza terribile, certamente. Ma per un cristiano è difficile fermarsi alla cronaca.
«Un giorno anche noi moriremo»
A rendere questa storia ancora più impressionante sono le parole attribuite a padre Patricio durante la sua ultima omelia.
Poco prima della tragedia aveva ricordato ai fedeli una delle verità che il nostro tempo tenta disperatamente di nascondere: dobbiamo morire.
«Un giorno, anche noi qui moriremo», avrebbe detto, interrogandosi poi sul tempo che l’uomo dedica alle cose materiali rispetto a quello riservato a Dio e alle persone che ama.
Il senso della sua riflessione era semplicissimo: quanto tempo stiamo dando a Dio?
Padre Patricio non poteva sapere quanto drammaticamente vicina fosse, per lui, la risposta.
Ed è forse proprio qui che questa tragedia diventa qualcosa di più di un fatto di cronaca.
Viviamo come se il tempo fosse inesauribile. Corriamo dietro al lavoro, al denaro, alle polemiche, ai social, alle ambizioni. Rimandiamo una telefonata, una riconciliazione, una confessione, una Messa. Rimandiamo persino Dio.
Poi arriva un istante che non avevamo messo in agenda.
Dio non ha fatto cadere quella croce
Naturalmente occorre evitare una lettura superstiziosa.
Non sappiamo perché il crocifisso si sia staccato. Le cause tecniche dell’incidente non risultano ancora definitivamente chiarite nelle ricostruzioni disponibili. E una croce di legno, per quanto sacra sia l’immagine che rappresenta, resta un oggetto materiale sottoposto alle leggi fisiche.
Lo ha ricordato con grande semplicità anche don Maurizio Patriciello, riflettendo sulla tragedia: le immagini sacre non diventano magicamente sottratte alle leggi della natura. Anzi, proprio questa vicenda richiama anche alla responsabilità concreta di custodire e mettere in sicurezza il patrimonio delle nostre chiese.
La fede cattolica non insegna che Dio faccia cadere crocifissi sulle persone.
Insegna qualcosa di assai più difficile: che persino davanti alla morte l’uomo può affidarsi a Dio.
È la differenza tra la Provvidenza e il fatalismo.
La Croce non è la morte
Resta però un’immagine potentissima.
Padre Patricio aveva consacrato la propria vita a Cristo e apparteneva alla Congregazione del Santissimo Redentore. È morto all’altare, durante quella celebrazione eucaristica che per un sacerdote costituisce il centro stesso della propria vocazione.
La sua Arcidiocesi ne ha annunciato la morte con parole semplici: padre Patricio «è tornato alla Casa del Padre per godere della sua presenza e della sua gloria».
Per chi non crede, probabilmente, finisce qui.
Per il cristiano, invece, proprio qui comincia la domanda decisiva.
Perché il cristianesimo non promette di evitare la morte. Cristo stesso non è sceso dalla Croce per sottrarsi al Calvario. La promessa cristiana è che la morte non abbia l’ultima parola.
La Croce, dunque, non è il simbolo della sconfitta.
È lo strumento di morte che Cristo ha trasformato nel segno della Redenzione.
Ed è questo che rende così sconvolgente l’ultima Messa di padre Patricio.
Una tragedia diventata spettacolo
C’è infine un altro aspetto che dovrebbe interrogarci.
La morte del sacerdote è stata ripresa in diretta e il filmato ha rapidamente attraversato il mondo digitale. Come spesso accade, una tragedia reale è diventata immediatamente contenuto, materiale da condividere, commentare e perfino trasformare in battuta.
Davanti alle immagini diventate virali, il rischio è perdere persino quella elementare pietà che un tempo induceva ad abbassare la voce davanti alla morte.
Forse sarebbe meglio non riguardare ossessivamente quegli ultimi secondi.
Bastano le parole che padre Patricio aveva pronunciato poco prima.
Un giorno moriremo anche noi.
Non sappiamo quando, dove e come.
La vera domanda, dunque, non è perché una croce sia caduta proprio in quel momento. È un’altra: se oggi fosse l’ultimo giorno della nostra vita, quanto spazio avremmo dato a Dio?
Padre Patricio quella domanda l’ha pronunciata dall’altare.
Pochi minuti dopo la sua Messa terrena si è interrotta.
Per la fede cristiana, però, non è lì che finisce la storia.

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