Eccoli lì, con il muso lungo, in fila davanti ai talk show, gli stessi che per anni ci hanno riempito le orecchie con le loro prediche da quattro soldi. “L’Italia non può fare nulla!”, dicevano. “Accogliere è un dovere!”, blateravano. “I numeri non si possono ridurre!”, giuravano con la faccia spaventata di chi sa di raccontare una balla colossale. E invece, ecco la verità: nel 2024 gli sbarchi in Italia si sono DIMEZZATI. Sì, avete letto bene: dimezzati. Un bagno di realtà per chi pensava di vivere ancora nella favoletta dell’accoglienza senza regole, senza limiti, senza cervello.
I numeri parlano chiaro (anche se a qualcuno non piace)
I dati arrivano dall’intelligence italiana, non da qualche oscura rivista di propaganda sovranista. La riduzione degli sbarchi del 50% è un fatto, non un’opinione. E badate bene, questo risultato arriva in un contesto internazionale che dire critico è un eufemismo: guerre, crisi economiche, instabilità politica che incendiano il Mediterraneo, eppure l’Italia ha saputo imporsi, ha saputo dire “basta” al caos. Un successo targato Giorgia Meloni e il suo governo, che ha avuto il coraggio di agire dove altri si sono solo riempiti la bocca di slogan.
Nella relazione al Parlamento 2025 del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica si legge infatti: “Nel 2024, l’osservazione del fenomeno migratorio ci restituisce una fotografia in cui spicca la diminuzione complessiva di oltre la metà degli sbarchi in Italia rispetto all’anno precedente, principalmente riconducibile al contrasto delle Autorità locali nei principali Paesi di partenza e transito dei migranti irregolari. Un simile dato appare ancor più significativo se posto in relazione con gli immutati, se non addirittura aggravati, fattori che alimentato i flussi. L’anno si è chiuso, infatti, all’insegna del deterioramento della cornice politico-securitaria di molte aree prossime ai confini esterni dell’Unione Europea che, estendendosi dall’Ucraina al Medio Oriente, fino al Sahel, ricomprendono anche hub migratori presenti stabilmente in Serbia e Bosnia-Erzegovina, Turchia, Libano e Libia”.
E adesso? Quale scusa si inventeranno?
Non ci vuole una laurea in scienze politiche per capire il motivo di questo crollo degli sbarchi. Il merito è di una strategia chiara, efficace e risoluta: accordi con i paesi di transito, blocco dell’immigrazione illegale, una politica estera che guarda in faccia la realtà invece di farsi guidare dal sentimentalismo facile. Non è magia, è pragmatismo.
Eppure i soliti benpensanti sono già pronti a storcere il naso. “E i diritti umani?”, piagnucolano. Ma dove erano questi paladini quando gli scafisti stipavano uomini, donne e bambini su barconi di fortuna, trasformando il Mediterraneo in un cimitero? Dove erano quando l’accoglienza indiscriminata portava degrado e criminalità nelle nostre città? Quando interi quartieri finivano ostaggio di bande di clandestini? Ora fanno finta di nulla, sperano che nessuno si accorga della loro ipocrisia.
Il business dell’immigrazione col fiato corto
E vogliamo parlare del business dell’immigrazione? Un’industria milionaria costruita sulla pelle dei migranti e sulle spalle degli italiani. Coop, ONG, associazioni “umanitarie” (di nome, ma molto meno di fatto) che per anni hanno lucrato sull’accoglienza incontrollata, alimentando un traffico che arricchiva solo scafisti e sfruttatori. Ma ora il vento sta cambiando. Con lo stop agli sbarchi indiscriminati, anche il sistema che ha garantito a tanti finti benefattori stipendi d’oro e privilegi faraonici comincia a scricchiolare.
Un caso emblematico: il centro della vergogna di Brescia
A proposito di “accoglienza”, un’altra notizia che non troverete sui giornaloni con il cuoricino arcobaleno: chiude finalmente il centro d’accoglienza di Brescia, quello dove una bambina di dieci anni è stata violentata e lasciata incinta da un ospite della struttura. Una storia agghiacciante che i soliti noti hanno cercato di insabbiare, perché non si può mica dire che il modello “tutti dentro senza controllo” ha fallito miseramente, vero?
E invece è proprio così. La struttura chiude, e a darne l’annuncio è stata la deputata leghista Simona Bordonali, che ha ribadito una verità sacrosanta: “Il nostro territorio ha bisogno di strutture turistiche, non di centri che creano tensioni sociali”. Perché diciamocelo chiaro: chi ha imposto questa accoglienza senza regole, senza criteri, senza un minimo di rispetto per la sicurezza e la dignità degli italiani, è il vero responsabile di questi orrori.
Un’Italia che difende i suoi confini è un’Italia più sicura
Il governo Meloni lo ha dimostrato: fermare l’immigrazione clandestina si può. Serve volontà politica, serve fermezza, serve il coraggio di dire “no” a chi per anni ha scambiato il nostro Paese per un campo profughi a cielo aperto. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. E adesso, ai professionisti dell’accoglienza a tutti i costi, non resta che un’unica scusa: il silenzio.

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