Il 15 agosto, per la maggior parte degli italiani, significa Ferragosto: vacanze, spiagge, gite, pranzi in famiglia e città semideserte. Nulla di male, naturalmente. Ma dietro questa giornata c’è qualcosa di molto più antico e profondo che rischiamo progressivamente di dimenticare.
Per la Chiesa cattolica il 15 agosto è soprattutto la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, una delle feste mariane più importanti dell’anno.
Ed è curioso come sia accaduto anche in questo caso ciò che vediamo a Natale e a Pasqua: abbiamo conservato la festa, ma spesso abbiamo dimenticato il motivo per cui esiste.
Che cosa significa Assunzione
Il significato è più semplice di quanto possa sembrare.
La fede cattolica insegna che Maria, al termine della sua vita terrena, fu assunta da Dio in Cielo in anima e corpo. Non si tratta quindi semplicemente dell’anima di Maria che raggiunge il Paradiso, ma della glorificazione dell’intera persona.
C’è inoltre una differenza importante tra l’Ascensione di Gesù e l’Assunzione di Maria. Cristo, essendo Figlio di Dio, ascende al Cielo per propria potenza; Maria viene invece assunta, cioè accolta e portata da Dio nella gloria celeste.
La Chiesa non ha stabilito come dogma se Maria sia morta prima dell’Assunzione. La tradizione orientale parla infatti della Dormizione di Maria, mentre la definizione cattolica si limita ad affermare che, «terminato il corso della vita terrena», Maria fu assunta in Cielo.
Una festa molto più antica del dogma
L’Assunzione non nacque nel 1950, come qualche volta erroneamente si pensa.
La devozione alla Vergine glorificata in Cielo risale ai primi secoli del cristianesimo e la festa della Dormizione era già celebrata nell’Oriente cristiano molti secoli prima che diventasse una delle grandi solennità dell’Occidente.
La data del 15 agosto si consolidò progressivamente e la celebrazione si diffuse anche in Europa, diventando profondamente legata alla religiosità popolare.
Fu Papa Pio XII, il 1° novembre 1950, a proclamare ufficialmente il dogma dell’Assunzione con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus. In altre parole, la Chiesa rese solenne e definitiva una convinzione religiosa che i cristiani avevano coltivato e celebrato da moltissimo tempo.
Da allora il 15 agosto è per i cattolici una festa di precetto, nella quale i fedeli sono tenuti a partecipare alla Messa.
La Madonna del popolo
Ma per capire davvero l’importanza dell’Assunta non bastano i libri di teologia.
Bisogna entrare nelle chiese dei nostri paesi, guardare le statue portate in processione, ascoltare le campane, osservare gli ex voto appesi nei santuari e ricordare le generazioni che prima di noi hanno affidato alla Madonna figli, malattie, guerre, raccolti, partenze e ritorni.
L’Assunta appartiene alla storia religiosa e popolare dell’Italia. In moltissimi paesi il 15 agosto è ancora accompagnato da processioni, feste patronali e celebrazioni che uniscono fede e tradizione. Sono usanze che arrivano da un mondo nel quale il calendario religioso scandiva anche quello della vita quotidiana.
I nostri nonni sapevano perfettamente che cosa si celebrava il 15 agosto. Prima veniva la Messa, poi magari il pranzo, la festa del paese e la giornata trascorsa insieme. Oggi rischiamo invece di conoscere perfettamente il meteo delle località balneari e molto meno il significato della festa che ci permette di restare a casa dal lavoro.
Maria, una donna concreta
C’è poi un altro equivoco da evitare. Maria non è la figura sdolcinata alla quale una certa rappresentazione superficiale l’ha talvolta ridotta.
La Maria dei Vangeli è una donna forte. È una ragazza che accetta una chiamata sconvolgente senza sapere dove la porterà. È una madre costretta a fuggire con Giuseppe e Gesù in Egitto. È una donna che vive le preoccupazioni di ogni madre e che alla fine affronta l’esperienza più terribile: vedere il proprio Figlio morire sulla Croce.
Quando molti scappano, Maria rimane. È ai piedi della Croce. Questa è forse una delle ragioni per cui, nei secoli, la devozione mariana ha attecchito così profondamente soprattutto tra la gente semplice. Maria conosce il dolore umano. Non osserva la sofferenza da lontano. Ed è anche per questo che davanti alle immagini della Madonna sono passate generazioni di madri, soldati in partenza per la guerra, emigranti, ammalati, poveri e famiglie in difficoltà.
La festa della speranza
L’Assunzione porta però con sé soprattutto un messaggio molto semplice: la morte non è la fine di tutto. Per il cristiano la vita non è una breve parentesi compresa tra la nascita e la tomba. L’uomo è destinato alla vita eterna. Maria Assunta rappresenta quindi l’immagine concreta di questa speranza. È già arrivata alla meta alla quale ogni cristiano spera di giungere. Ecco perché questa festa conserva una forza particolare anche nel nostro tempo.
Viviamo in una società che cerca in ogni modo di non parlare della morte. La nascondiamo, la allontaniamo, quasi ci imbarazza ricordare che esiste. Celebriamo la giovinezza eterna, inseguiamo il corpo perfetto e proviamo a cancellare ogni segno dell’invecchiamento.Ma prima o poi la domanda ritorna: che cosa rimane quando tutto finisce?La risposta cristiana dell’Assunzione è netta: non siamo destinati al nulla.
Quando Ferragosto ha cancellato l’Assunta
Naturalmente Ferragosto ha anche un’origine precedente al cristianesimo. Il nome deriva dalle Feriae Augusti, le festività introdotte nell’antica Roma in epoca augustea. Con il passare dei secoli, però, il 15 agosto è diventato nella società cristiana europea soprattutto il giorno dell’Assunta.
Poi è arrivata la secolarizzazione. E così oggi diciamo quasi esclusivamente “Ferragosto”. Una parola che evoca immediatamente autostrade, stabilimenti balneari, picnic, montagne, ristoranti e vacanze. L’Assunta rimane sullo sfondo.
È un fenomeno che abbiamo già visto altrove. A Natale Babbo Natale rischia di prendere il posto di Gesù Bambino, a Pasqua sopravvivono uova e coniglietti e a Ferragosto rimangono ombrelloni e grigliate. Il giorno festivo resta. Il motivo religioso che lo ha accompagnato per secoli evapora lentamente.
Non significa naturalmente che un cattolico debba trascorrere Ferragosto chiuso in casa con le persiane abbassate. Si può andare al mare, in montagna, mangiare con gli amici e godersi una giornata di riposo. Il punto è un altro: ricordarsi che cosa si festeggia.
Prima l’Assunta, poi Ferragosto
Forse basterebbe recuperare proprio questa semplicità. Andare a Messa. Fermarsi davanti a un’immagine della Madonna. Recitare un’Ave Maria. Visitare un santuario. Raccontare ai figli e ai nipoti perché il 15 agosto è festa. Piccoli gesti che per generazioni sono stati naturali e che oggi rischiano quasi di sembrare rivoluzionari.
L’Assunzione ci ricorda che l’uomo non vive soltanto per consumare, lavorare, divertirsi e accumulare. C’è una dimensione più grande della nostra esistenza che nessun progresso tecnologico potrà sostituire. E forse proprio in una giornata nella quale milioni di persone alzano gli occhi per controllare se arriverà un temporale a rovinare la grigliata, non sarebbe male alzare lo sguardo un po’ più in alto.
Perché il 15 agosto è certamente Ferragosto. Ma prima ancora, almeno per chi conserva memoria delle proprie radici cristiane, è la festa di Maria Assunta in Cielo.
E allora buon Ferragosto, certamente. Ma soprattutto buona festa dell’Assunta.

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