Per anni Anthony Fauci non è stato soltanto un medico e un funzionario pubblico. Durante il Covid è diventato uno degli uomini più potenti e ascoltati d’America. Per molti era quasi impossibile metterlo in discussione: criticare Fauci significava rischiare di essere accusati di essere contro la scienza.
Quando si scontrava con Donald Trump, il contrasto diventava subito politico. Fauci era diventato l’anti-Trump: il medico rassicurante contrapposto al presidente irruente.
Poi sono arrivati i diari di Fauci.
Non contengono una confessione clamorosa, ma mostrano una cosa importante: in privato esistevano dubbi e discussioni che in pubblico si vedevano molto meno.
Ed è proprio questo il punto.
Fauci, star del Covid
Il Senato americano ha reso pubbliche oltre mille pagine degli appunti personali di Fauci.
Quelle carte raccontano anche quanto il medico fosse attento alla propria popolarità: televisioni, interviste, articoli, incontri con personaggi famosi. Durante il Covid Fauci era diventato una vera celebrità.
Non c’è nulla di illegale.
Ma cade un po’ l’immagine dello scienziato che pensava soltanto al proprio lavoro e non si curava dei riflettori.
Fauci era diventato una star. E quella fama gli dava un’enorme influenza sull’opinione pubblica.
Wuhan, il dubbio che dava fastidio
Il punto più importante riguarda l’origine del Covid.
All’inizio del 2020 alcuni scienziati discutevano in privato anche della possibilità che il virus fosse uscito per errore da un laboratorio.
Il 1° febbraio 2020, Fauci e altri importanti esperti parteciparono a una telefonata proprio per discutere delle caratteristiche del virus e della sua possibile origine.
E allora viene spontanea una domanda: se l’ipotesi del laboratorio era abbastanza seria da essere discussa privatamente, perché chi ne parlava pubblicamente veniva spesso trattato come un complottista?
È uno dei punti più delicati dell’intera vicenda.
Peter Navarro, ex consigliere di Trump, nel suo libro Why Fauci Must Rot in Prison (Perché Fauci deve marcire in galera), uscito proprio ieri, va molto oltre. Accusa Fauci di avere contribuito a mettere da parte l’ipotesi del laboratorio.
Sono accuse molto gravi. Non sono però una sentenza e non dimostrano da sole che Fauci abbia commesso un reato.
Ma meritano risposte.
Quel famoso studio sull’origine del virus
Poco dopo quelle discussioni venne pubblicato sulla rivista scientifica Nature Medicine lo studio “The Proximal Origin of SARS-CoV-2”.
Quel lavoro ebbe un peso enorme nel sostenere l’origine naturale del virus.
Il problema non è dire che lo studio fosse falso. Il punto è un altro: mentre in privato gli esperti discutevano diverse possibilità, al pubblico arrivava spesso un messaggio molto più sicuro e semplice.
Durante il Covid è successo troppe volte.
La scienza vera procede facendo domande, controllando i dati e anche cambiando idea. Invece molti cittadini ebbero l’impressione che alcune questioni fossero già chiuse e che fare domande significasse essere contro la scienza.
Idrossiclorochina e Paxlovid
Navarro attacca Fauci anche sulla vicenda dell’idrossiclorochina, uno dei farmaci più discussi durante la pandemia.
Arriva a sostenere che le scelte fatte contro il suo utilizzo abbiano provocato moltissime morti che si sarebbero potute evitare. È una tesi di Navarro, non un fatto provato.
La FDA americana, nel giugno 2020, ritirò l’autorizzazione d’emergenza per l’uso di clorochina e idrossiclorochina contro il Covid perché, sulla base dei dati disponibili, ritenne che i possibili benefici non superassero i rischi.
Navarro critica poi il trattamento riservato al Paxlovid, il farmaco antivirale di Pfizer, e più in generale i rapporti tra autorità sanitarie e grandi aziende farmaceutiche.
Ed è qui che la domanda diventa semplice: quando sono in gioco miliardi di dollari e decisioni che riguardano milioni di persone, non dovrebbe esserci il massimo della trasparenza?
Quando Fauci sceglie di non rispondere
Poi arriva uno dei momenti più imbarazzanti.
Il 29 luglio 2026, Fauci si presenta davanti alla Commissione del Senato guidata da Rand Paul.
Davanti a 111 domande sceglie di usare 111 volte il Quinto Emendamento, cioè il diritto previsto dalla Costituzione americana di non rispondere quando una risposta potrebbe essere usata contro di lui in un procedimento penale.
Chiariamo una cosa: usare il Quinto Emendamento non significa essere colpevoli.
Fauci ha spiegato di avere seguito il consiglio dei propri avvocati e ha accusato Paul di condurre contro di lui una battaglia politica.
Rimane però un’immagine difficile da dimenticare.
Per anni Fauci aveva parlato praticamente di tutto. Aveva spiegato agli americani cosa fare e cosa non fare. Quando invece arrivano le domande più difficili del Senato, sceglie il silenzio.
È un suo diritto. Ma politicamente pesa.
Il problema va oltre Fauci
Ed eccoci alla questione principale.
Fauci è diventato il simbolo di un sistema molto più grande: governo, autorità sanitarie, aziende farmaceutiche e grandi mezzi d’informazione hanno avuto durante il Covid un potere enorme sulla vita quotidiana delle persone.
I repubblicani accusano Fauci di non avere raccontato tutta la verità e di avere ingannato il Congresso. Fauci respinge le accuse e sostiene di essere vittima di una battaglia politica. I democratici, a loro volta, accusano Rand Paul di avere già deciso in partenza quale risultato vuole ottenere dalla sua indagine.
Proprio per questo servono documenti, fatti e risposte chiare.
Se Fauci abbia commesso reati lo devono stabilire i tribunali.
Ma una domanda resta e non può essere liquidata facilmente: durante la pandemia ci è stato raccontato tutto quello che gli esperti sapevano e, soprattutto, tutti i dubbi che avevano?
I diari rendono questa domanda ancora più importante.
Fauci aveva naturalmente il diritto di sbagliare e di cambiare opinione quando arrivavano nuovi dati. È così che funziona la scienza.
Quello che non dovrebbe esistere è lo scienziato intoccabile, quello al quale bisogna credere semplicemente perché è lui a parlare.
La scienza non chiede fede. Chiede prove.
E nessun medico, virologo o funzionario pubblico dovrebbe mai poter dire, in sostanza: fidatevi di me e smettete di fare domande.
Perché quando le domande diventano proibite, il problema non è più soltanto la medicina.
Il problema è il potere.
FONTE: «Perché Fauci deve marcire in galera» (Renovatio21)

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