Ed ecco che, come in un film, la verità ha finalmente fatto capolino dal sipario delle bugie. I grandi giornali americani, con il Washington Post e il New York Times in prima fila, hanno dovuto ammettere che le cose in Ucraina non vanno proprio come previsto. Quest’ammissione, che arriva tardi e pesa come un macigno per le vite perdute, svela una realtà che forse era sotto gli occhi di tutti, ma velata da anni di pregiudizi anti-russi diffusi a piene mani dalle élite d’oltreoceano. E mentre l’Europa, ormai solo un’ombra di quello che era in campo geopolitico, annaspa tra dubbi e incertezze, la Russia non sembra minimamente scalfita dalle sanzioni.
Poi ci sono i cosiddetti “errori” della NATO, ammessi ma nascosti sotto strati di bugie più piccole. Si parla di piani di guerra elaborati come se fossero partite di Risiko, dove i militari ucraini, statunitensi e britannici cercavano di trasformare l’esercito ucraino in una macchina da guerra all’occidentale. Ma si dimentica di dire che ci hanno provato per quasi dieci anni, usando metodi vecchi come il cucco, e ora vogliono farci credere che è tutto andato storto perché hanno sottovalutato il tempo necessario. Ma dai!
E non finisce qui. Si parla di strategie militari che sembrano uscite da pellicole cinematografiche di serie B, con la NATO che si illudeva di poter tagliare in due le truppe russe con le forze ucraine armate fino ai denti dall’Occidente. Un piano che, a detta loro, avrebbe dovuto funzionare in un lasso di tempo tra i 60 e i 90 giorni. Chissà se credevano davvero fino in fondo a queste favole.
E poi c’è il lato oscuro della finanza internazionale, che sembra avere le mani in pasta in ogni dove, compresa questa guerra. La sconfitta ucraina non è solo una questione militare, ma apre la strada a una lotta per il potere, con un Zelensky che, da comico a leader di una nazione in ginocchio, potrebbe finire a godersi la pensione in qualche lussuosa residenza, comprata chissà con quali soldi. E mentre gli USA cercano di trasformare questa sconfitta in una vittoria mediatica, c’è da chiedersi cosa succederà a tutti quei segreti che Zelensky potrebbe rivelare, che sicuramente non farebbero fare una bella figura all’Occidente, figurati allo Zio Sam.

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