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Europa: aiuti all’Ucraina, soldi e silenzi inaccettabili

Siamo davvero arrivati al paradosso! L’Europa, nella sua smisurata e insensata generosità, ha deciso di donare all’Ucraina altri 50 miliardi di euro. E con questi, signori miei, siamo arrivati almeno a 134 miliardi di “aiuti”, di cui circa 15 miliardi strappati dalle tasche degli italiani, ovvero metà di una legge finanziaria! Ma chi ci crede? Dove viviamo, in una favola per bambini dove il denaro cresce sugli alberi?

E poi ci dicono che la gran maggioranza degli europei approva, che sono tutti contenti di continuare su questa strada. Ma quali sondaggi consultano? Quelli della fantasia? Perché, cari signori a Bruxelles, i cittadini europei, quelli veri, con i piedi ben piantati a terra, NON vogliono proseguire in questo delirio finanziario senza fine. E io, come cittadino europeo, penso di avere il diritto – no, l’obbligo! – di chiedere, di esigere, un rendiconto dettagliato di come questi soldi siano stati sperperati. Quanti sono andati in armi e quanti, invece, in aiuti umanitari? E, soprattutto, quanti sono semplicemente spariti nel nulla, inghiottiti da quella voragine senza fondo chiamata corruzione?

Ma, attenzione, qui arriva il colpo di scena! L’Unione Europea, con tutta la sua armata di burocrati e funzionari, non ha pensato di istituire neanche una misera commissione di indagine, di inchiesta, di verifica. Nulla! E io mi chiedo: ma Giorgia Meloni, dove è? Perché non prende posizione con forza, chiedendo conto di questi numeri da capogiro?

E poi ci raccontano di Vladimir Putin, il dittatore sanguinario, le elezioni presidenziali in Russia, una farsa ben orchestrata. Sì, va bene, ma perché nessuno parla dell’Ucraina? Quasi nessuno ci informa che questa settimana è stata prorogata di tre mesi la legge marziale. Ogni forma di dissenso è vietata da due anni. E il presidente Volodymyr Zelensky? Ah, sì, l’ex comico che aveva promesso che non si sarebbe più candidato. Ora, con le elezioni sospese sine-die, sembra aver dimenticato le promesse fatte.

E mentre lui e il suo entourage occupano tutti i posti di potere, in Ucraina la corruzione fa paura. Ma di questo in Italia si sussurra appena, perché? Perché la verità è scomoda, perché fa paura. E allora ci chiediamo: dopo due anni di guerra, di morti e distruzioni, di crisi energetiche ed economiche che stiamo pagando tutti noi, è davvero così assurdo volere la certezza che i “nostri” soldi siano stati spesi per il bene del popolo ucraino e non finiti nelle tasche sbagliate?

Eppure, sembra che l’Europa non voglia minimamente considerare la pace, o almeno una tregua. È questo il mondo in cui vogliamo vivere? È questa l’Europa dei valori, dell’integrità, della trasparenza? Svegliamoci, è ora di chiedere risposte, è ora di pretendere la verità. Perché, alla fine, i soldi sono nostri, e abbiamo il diritto di sapere come vengono spesi. O no?

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