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Son stati 105.104 i migranti illegali sbarcati sulle coste italiane nel 2022 seco do i dati forniti dal Ministero dell’Interno: furono 67.477 nel 2021, 34.154 nel 2020 e 11.471 nel 2019.

Di fatto gli sbarchi sono quasi decuplicati in appena tre anni soprattutto in seguito alle politiche di accoglienza del governo Conte 2 e Draghi e alla cancellazione dei Decreti Sicurezza varati durante il governo Conte 1 su iniziativa dell’allora ministro dell’0Interno Matteo Salvini.

Il confronto con il biennio 2018/19 resta in effetti un punto di riferimento per comprendere quanto la politica adottata dall’Italia influenzi la mole dei flussi: se nel 2018 gli sbarchi furono 23.126 solo l’anno prima, col governo Gentiloni, erano stati 119.310 mentre nel 2016 era stato raggiunto il picco record di 181 436 sbarchi.

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Saranno quindi le iniziative assunte dal Governo Meloni a fare o meno la differenza nel fermare la tendenza all’incremento dei flussi illegali verso l’Italia consolidatasi negli ultimi tre anni. Nei confronti dell’Ong e delle loro navi, il codice di condotta e le misure appena varate dal ministro Matteo Piantedosi sembrano aver ottenuto qualche risultato incoraggiante, anche solo per il fatto di aver indotto molte Ong a tenere in porto le loro navi.

Tornando ai dati del 2022, il mese con più sbarchi è stato agosto, con 16.822, mentre marzo ha registrato “solo” 1.358 arrivi. Oltre il 50 per cento dei clandestini giunti in Italia via mare sono cittadini di Egitto, Tunisia e Bangladesh, provenienti cioè da paesi sicuri, migranti economici che non hanno alcun titolo per restare in Italia.

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Altri 25.500 circa provengono da Siria, Afghanistan, Costa d’Avorio, Guinea, Iran e Pakistan e in 17.500 circa da altre nazionalità per lo più africane. Infine, i minori stranieri non accompagnati, o per meglio dire coloro che si auto-dichiarano minori senza subire controlli o verifiche dell’età reale, sono stati 12.687  contro 10.053 nel 2021 e 4.687 nel 2020).

Considerato che circa la metà dei migranti illegali giunti in Italia nel 2022 è partito dalla Libia, tra i segnali positivi che potrebbero aiutare il governo italiano a contenere i flussi si registra sul versante libico un rinnovato impegno delle forze costiere della Cirenaica, regione orientale della Libia sotto il controllo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) del generale Khalifa Haftar, a contrastare i flussi illegali.

Libya-Coast-Guard

Il 30 dicembre, a 90 chilometri a ovest di Bengasi le unità navali dell’LNA hanno intercettato un vecchio rimorchiatore con a bordo circa 600 clandestini di nazionalità per lo più egiziana, siriana, bengalese. Come ha riferito il 2 gennaio l’agenzia di stampa Nova, le forze navali dell’LNA hanno intercettato in mare e riportato a terra circa 3.400 migranti illegali in poco più di un mese: numeri che segnalano sensibili progressi nella lotta al traffico di esseri umani lungo la rotta libica “orientale”, che dalla Cirenaica lambisce le acque greche, e coinvolge soprattutto migranti economici egiziani.

Una rotta che nell’ultimo anno ha assunto una crescente rilevanza nei flussi migratori verso l’Italia provenienti dalla Libia, gestiti per la gran parte dai trafficanti della Tripolitania che hanno mandato in Italia circa 30 mila clandestini mentre in 18 mila sono partiti dalla Cirenaica.

Un incremento delle misure adottate dalle autorità libiche, tunisine, algerine e turche appare fondamentale per consentire all’Italia di riassumere il controllo dei propri confini marittimi tenuto conto che al 5 gennaio gli sbarchi nel 2023 appena iniziato avevano già raggiunto quota 2.556: un vero boom rispetto ai 368 dei primi 5 giorni del 2021 e ai 265 sbarcati dello stesso periodo del 2021.

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