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La guerra fra Russia e Ucraina, oltre che un confronto di tipo militare, sta diventando una vera e propria guerra di religione.

Tutto ha avuto inizio con la proposta russa di una tregua su tutta la linea del fronte in Ucraina, annunciata da Putin il 5 gennaio per le solennità del Natale ortodosso, che si celebra il 6 gennaio. La tregua era stata caldeggiata dal Patriarca della Chiesa Ortodossa Russa Kirill. Ma, la proposta del cessate il fuoco è stata rigettata con atteggiamento sprezzante da tutto il fronte che si oppone alla Russia, a cominciare dalla Germania per finire a Zelensky e Biden. Zelensky ha dichiarato che per la Russia inizierà una tregua soltanto dopo la liberazione di tutti i “territori da essa occupati”. Mentre Biden ha definito la proposta di tregua uno “stratagemma cinico”, per consentire alle forze russe di riorganizzarsi. Perciò i combattimenti fra russi e ucraini sono proseguiti il 6 gennaio e oltre. Il 7 gennaio, poi, si è verificato un altro gravissimo episodio, che fa pensare all’avvio di una micidiale campagna di persecuzione. Il notiziario ucraino Levy Bereg ha comunicato che Zelensky aveva firmato un decreto che toglieva la cittadinanza ucraina a 13 sacerdoti dell’Uoc (Chiesa Ortodossa Ucraina Canonica), fedeli al Patriarcato di Mosca. In precedenza vi era stato un vero e proprio scisma tra le chiese orientali di rito orientale a Kiev, una parte appunto rimasta fedele al Patriarcato di Mosca, l’altra che riconosceva invece l’autorità religiosa del Patriarca di Costantinopoli. Ma questo provvedimento di sospensione della cittadinanza, seppure molto grave, non è un fulmine a ciel sereno. Il 1° dicembre scorso Zelensky aveva emanato varie misure restrittive, volte sostanzialmente a vietare l’attività dell’Uoc. Da tempo, poi, la comunità ortodossa ucraina, fedele al Patriarcato di Mosca, viene brutalmente aggredita con raid ai danni delle chiese e altre forme di violenza.

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Per tutta risposta a questo provvedimento emesso da Zelensky ai danni dei 13 sacerdoti dell’Uoc, la portavoce del Ministro degli Esteri russo, Maria Zakharova ha definito la misura “satanismo così com’è”. Mentre il presidente Putin, nel suo messaggio di auguri natalizi al popolo russo ha detto “ti porgo i miei più calorosi auguri di Natale! Questa luminosa vacanza che è amata da tutti ispira le persone ad azioni e intenzioni gentili, serve a stabilire nella società valori spirituali duraturi e linee guida morali come la misericordia, la compassione, la bontà e la giustizia”. Insomma la Russia si immedesima sempre di più nel ruolo di difensore dei valori spirituali e tradizionali, della religione e della famiglia. Contro un Occidente a suo dire dominato dal satanismo, dall’ideologia del “gender” e dalla massoneria che propugna il Nuovo Ordine Mondiale. Una guerra di religione in piena regola anzi di civiltà quella che oppone i russi agli ucraini, che va bel al di là delle beghe teologiche fra chiese ortodosse.

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