Ah, signori miei, preparatevi a una cavalcata tra i meandri del teatro politico italiano, un viaggio che sa di déjà vu, condito da una narrazione degna di un feuilleton ottocentesco. Sì, perché chi è sul punto di fare il suo grandioso, ma ormai prevedibilissimo ritorno? Chi, se non il fenomeno, il mito, l’inesauribile Clemente Mastella.
Ebbene sì, cari lettori, Mastella è come quel famoso panettone di Natale: lo aspetti tutto l’anno, e quando arriva, non sai se sei più felice per il dolce in sé o per il rituale che si ripete immancabile. Quest’uomo, un vero Highlander della politica italiana, si appresta a tornare in campo, non più soltanto con la sua fascia tricolore da sindaco di Benevento, bensì brandendo fieramente lo stendardo delle sue “leggendarie truppe mastellate”, che, sebbene con il tempo possano apparire un po’ logore, mantengono un’incredibile fedeltà e una forza d’urto degna di miglior causa.
Oh, la Campania si prepara a una nuova risalita, sotto la guida di questo Obelix politico, che questa volta ha deciso di prestare il suo valore, o meglio, il suo valore elettorale, a Matteo Renzi e alla sua Italia Viva. Un aiuto non da poco, considerando che Renzi-Asterix, alle prese con le Europee, sembra navigare in acque tutt’altro che tranquille, con il fatidico 4% che appare più come un miraggio nel deserto piuttosto che una meta raggiungibile.
Ma chi è Mastella, direte voi? Ah, amici, è l’Uomo della Provvidenza, colui che da 33 anni solca indisturbato gli scranni di Camera e Senato, per non parlare dei suoi 10 anni a Bruxelles e 14 da sindaco di Ceppaloni, quel luogo che sembra uscito da un racconto mitologico. La sua carriera politica è un’ode alla versatilità: tre volte ministro, passando con disinvoltura da un partito all’altro, dalla Democrazia Cristiana a Noi Campani, passando per Ccd, Cdr, Udr, Udeur, fino a Noi di centro. E ora, con un entusiasmo che sfiora l’utopico, giura che con Renzi “rifarà la Margherita”. Un obiettivo ambizioso, certo, ma se c’è qualcuno che può permettersi di sognare, quel qualcuno è Mastella.
Non lasciatevi ingannare dalla sua età, perché, nonostante i suoi 77 anni, Mastella possiede un’energia e un’ironia che molti ventenni gli invidiano. “Ho iniziato a fare politica qualche settimana prima che mia madre mi partorisse”, afferma con quella sua tipica verve che lo rende un personaggio tanto amato quanto criticato. Eppure, nonostante le accuse di essere un trasformista, in un Parlamento che sembra più un raduno di impostori e fuggitivi, quando Mastella parla di politica, per un attimo ti sembra di ascoltare l’eco di De Gasperi o Moro. Ma, per l’appunto, solo per un attimo.
E poi c’è lei, la paziente e astuta Sandra Lonardo, nota tanto per le sue divine pastiere quanto per essere la compagna di vita di questo instancabile e irriducibile guerriero della politica. I Mastella, un duo che sa giocare bene le sue carte, tra un gioco di parole e un aneddoto strepitoso, dimostrando che, nonostante tutto, in politica come nella vita, saper raccontare una buona storia è ancora l’arma più potente.
Quindi, cari lettori, mentre ci apprestiamo a seguire l’ennesimo capitolo della saga mastelliana, non possiamo fare a meno di chiederci: si tratta davvero di una novità o piuttosto dell’ennesima riproposizione di uno spettacolo che abbiamo già visto? Ma forse, in fondo, questo è il bello della politica italiana: un eterno ritorno, dove ogni novità sa incredibilmente di già visto. E in questo, Mastella, con la sua irriducibile presenza, è senza dubbio il maestro indiscusso.

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