Vai al contenuto

UE in bancarotta? Ma dai, chi l’avrebbe mai detto!

Cari eurofanatici, prendetevi una camomilla: ve la siete cercata. L’Unione Europea – quella che predica sobrietà mentre butta miliardi dalla finestra – è in bancarotta. Lo dice Ricardo Baretzky, presidente dell’ECIPS (European Centre For Information Policy and Security), non l’ultimo complottista su Facebook. Ma tranquilli, ci penseranno le solite élite a raccontarvi che “va tutto bene” mentre a Bruxelles si stappa l’ennesimo champagne con i soldi nostri.

Avete presente l’esercito europeo? No? Neanche io. Ma, a quanto pare, l’UE ha deciso che bisogna riarmarsi. E per farlo servono – tenetevi forte – 800 miliardi di euro. Ottocento. Miliardi. E sapete quanti ne incassa ogni anno l’intera UE in gettito fiscale? Sei. Miliardi. Neanche abbastanza per fare un barbecue NATO.

Insomma, è come se uno studente fuori sede, con 50 euro in tasca, decidesse di comprarsi un attico a Parigi. Ma che importa! Tanto paga Pantalone, cioè noi.

E mentre si inventano guerre per giustificare le spese, mentre si saccheggiano i bilanci pubblici per comprare carri armati che non arriveranno mai, ci raccontano che lo fanno “per la sicurezza”. Ma di chi? Del complesso militare-industriale che intanto ingrassa? Di Ursula von der Leyen che firma contratti da miliardi con aziende che casualmente conosce da prima? Ma dai, su.

Lo dice Baretzky: “Non c’è modo di finanziare il riarmo”. Ma in Europa si fa finta di niente. Le casse sono vuote, ma le armi vanno comprate. I cittadini non arrivano a fine mese, ma bisogna “resistere a Putin”. Intanto, tra un appalto truccato e una consulenza milionaria, sono spariti 120 miliardi di euro. Puff. Evaporati. Misteriosamente. Nessuno sa dove siano finiti, ma tutti sanno che non finiranno mai in ospedali, scuole o aiuti alle famiglie.

E sapete qual è la soluzione? Confiscare i beni russi in Europa. Roba da gangster economici. Prima congelano i conti, poi li svuotano per comprare armi che non si possono permettere. Con che faccia parlano di “diritti”, quando il diritto di proprietà lo calpestano al primo click?

Conte dice “No al riarmo”, ma ormai chi non si accoda alla guerra viene tacciato di tradimento. Siamo finiti in un delirio orwelliano: la pace è guerra, la miseria è crescita, la bancarotta è resilienza. Nel frattempo l’Europa reale, quella che lavora, studia e fatica, si ritrova a pagare il conto di decisioni prese da tecnocrati che vivono tra limousine e catering di lusso.

La verità è una sola: questa Unione Europea sta crollando sotto il peso della sua stessa arroganza. Hanno creduto di poter costruire un impero tecnocratico senza popoli, senza identità, e ora che servirebbe unità, si ritrovano con un’accozzaglia di egoismi e bilanci in rosso.

E mentre i bambini vanno a scuola con i termosifoni spenti, a Bruxelles si discute se comprare i jet da guerra francesi o i droni tedeschi. Alla faccia della solidarietà. Alla faccia del “modello europeo”. E mentre i politici giocano a Risiko, noi perdiamo la partita.

È ora di aprire gli occhi. L’UE non è in crisi. È in coma, tenuta in vita solo da propaganda e prestiti a tasso variabile. E il prezzo lo pagheremo noi, con decenni di austerità, tagli e sacrifici. Ma tranquilli: a Bruxelles c’è chi vi spiegherà che è per il nostro bene.

Benvenuti nell’Unione del fallimento.

Hey, ciao 👋
Piacere di conoscerti.

Iscriviti per ricevere le ultime notizie nella tua casella di posta, ogni settimana.

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Ti è piaciuto questo post? Allora condividilo!
Pubblicato inUE

Sii il primo a commentare

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    PHP Code Snippets Powered By : XYZScripts.com