L’avanzata russa: una marcia inarrestabile?
L’avanzata delle forze russe in Ucraina dall’ottobre 2023 è qualcosa che sembra uscire da un film di guerra senza lieto fine per Kiev. Con 1.850 kmq di territorio ucraino conquistati, Mosca ha dimostrato una superiorità schiacciante, non solo dal punto di vista militare, ma anche strategico. La capacità russa di avanzare a una media di cinque chilometri quadrati al giorno non è solo il frutto di una forza bruta, ma di un meticoloso perfezionamento delle tattiche di guerra e di un imponente aumento della produzione bellica. Missili, artiglieria, mezzi di guerra elettronica: la Russia sta semplicemente sfornando armi come se fossero biscotti, con una produzione venti volte superiore rispetto al 2022.
La grande crisi di Kiev: dove sono finiti i soldati?
Dall’altro lato del campo, la situazione di Kiev è catastrofica. Non è solo una questione di tattica o equipaggiamento: l’esercito ucraino sta letteralmente esaurendo gli uomini. Zelensky, che a gennaio 2024 parlava di 880.000 soldati, si trova ora a fare i conti con diserzioni di massa e una mancanza di personale critica. Mosca stima che le perdite ucraine abbiano superato i 700.000 uomini, un numero da far tremare i polsi. Ma non è tutto: i giovani ucraini in età di leva stanno fuggendo in massa, e la Rada ha deciso di non arruolare la fascia d’età tra i 18 e i 25 anni, per evitare ulteriori disastri.
La crisi delle forniture occidentali: l’Europa si ritira?
E mentre Kiev annaspa, l’Europa si tira indietro. La Germania ha annunciato che, una volta consegnati gli ultimi 18 carri Leopard, non fornirà più armi pesanti. Lo stesso vale per la Francia, che ha negato l’invio dei caccia Rafale a Zelensky, limitandosi a promettere qualche Mirage. Nel frattempo, l’industria bellica occidentale inizia a fare calcoli per il futuro: le aziende europee e americane stanno progettando di aumentare la produzione bellica nei prossimi dieci anni, nella speranza di prolungare il conflitto per assicurarsi contratti miliardari.
La tattica russa: colpire al cuore l’industria bellica ucraina
Mosca, dal canto suo, ha sviluppato una tattica precisa e letale: colpire le fabbriche di armi ucraine. I russi stanno distruggendo uno dopo l’altro gli impianti industriali di Kharkiv, Zaporož’e e altre città strategiche, paralizzando la produzione di droni, missili e veicoli blindati. La Russia sta rendendo praticamente impossibile per Kiev ricostituire le sue forze, costringendo l’Ucraina a dipendere esclusivamente dalle forniture estere, che però stanno diminuendo drasticamente.
Il collasso dell’Ucraina: diserzioni e disperazione
Se la situazione militare non era già abbastanza grave, le diserzioni tra le fila dell’esercito ucraino sono ormai fuori controllo. Fonti ucraine parlano di oltre 200.000 disertori. Il morale è a pezzi e le forze di Kiev sembrano incapaci di contrastare l’inarrestabile avanzata russa. Anche l’arruolamento di mercenari non ha dato i frutti sperati: i numeri sono irrisori, e molti di loro hanno già disertato o sono stati uccisi. Insomma, Zelensky si trova a combattere una guerra senza uomini, senza armi, e senza speranza.
L’Occidente sogna una guerra decennale
Dietro le quinte, il complesso militare-industriale occidentale si sfrega le mani. Le aziende come la Rheinmetall stanno programmando di espandere la produzione di munizioni a ritmi record, puntando a un conflitto che potrebbe durare almeno altri dieci anni. Perché, diciamocelo, la guerra è un business, e uno dei più redditizi. Ma se per i giganti dell’industria bellica si tratta di opportunità, per Kiev significa solo una cosa: una guerra di lunga durata che non può permettersi di sostenere.
Il bivio di Kiev: arrendersi o resistere?
Con un esercito a pezzi, armi che scarseggiano e un Occidente sempre più riluttante, l’Ucraina è di fronte a un bivio. Continuare a combattere, sperando in un miracolo, o cercare un accordo con Mosca per evitare il collasso totale? Una cosa è certa: la guerra è diventata una trappola senza via d’uscita, dove a pagare il prezzo più alto è il popolo ucraino, abbandonato da tutti, salvo poche promesse ormai vuote.

L’ Europa è a pezzi: Continuano ad illudersi I dirigenti ucraini, perchè sono convinto che il popolo è esausto e non ha nessuna speranza e desidera come noi che si ponga fine al massacro.. Con dei politici lungimiranti si sarebbe potuta evitare questa guerra.
BASTA COMBATTERE PENSO UNICO CRIMINALE CHE DISTRUGGE IL SUO POPOLO E ZELESKY. NON SI STA RENDENDO CONTO CHE E’ UNA FORMICA CONTRO ELEFANTE E POI VEDI LA STORIA LI ERA URSS.