Tempo stimato di lettura: 3 minuti

Il settimanale Famille chrétienne pubblica il bilancio «impressionante» degli attacchi a edifici e individui cristiani durante lo scorso anno nel paese della laïcité. Ma pochi hanno il coraggio di parlare di «cristianofobia»

Parigi. Il bilancio è «impressionante», come scrive a ragione il settimanale francese Famille chrétienne. Il 2022 è stato un anno buio per la Chiesa di Francia, a causa della moltiplicazione di atti vandalici, furti, profanazioni che hanno colpito i luoghi della cristianità disseminati sul territorio francese, ma anche delle aggressioni ai danni di persone prese di mira in quanto “cristiane”.

Statue distrutte e reliquie rubate in chiesa

La retrospettiva degli attacchi cristianofobi curata da Famille Chrétienne inizia il 5 gennaio: quando un uomo armato di una barra di ferro distrugge alcune statue all’interno della basilica di Saint-Denis, capolavoro dell’arte gotica e nella cui cripta sono seppelliti i re di Francia. Tra il 6 e il 10 gennaio, nella regione parigina, vengono profanate diverse chiese: quelle di Saint-Germain-sur-Seine, di Saint-Pierre a Bondy e di Saint-Germain-l’Auxerrois a Romainville, con furti di calici e ostie.

Negli stessi giorni, nel santuario di Paray-Le-Monial, viene derubata una preziosa reliquia di San Giovanni Paolo II. «Era un pezzo di tessuto con il sangue di Giovanni Paolo II, conservato dall’attentato del 13 maggio 1981, che ci era stato offerto dall’arcivescovado di Cracovia nel 2016», dichiarò a Famille Chrétienne padre Lagrange, parroco di Paray-Le-Monial. La reliquia, ad oggi, non è ancora stata ritrovata.

Il 25 gennaio, nella basilica di Notre-Dame de la Trinité di Blois, si è temuto il peggio: quando un uomo in djellaba, con un coltello e un Corano in mano entrò nel luogo di culto malintenzionato. Il pensiero andò subito al 2016, a Saint-Étienne-du-Rouvray, quando padre Jacques Hamel venne sgozzato sull’altare da due giovani jihadisti: ma l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine permise a Blois di evitare un’altra tragedia. Questo solo a gennaio.

Leggi anche:  Morto il cardinal Poletto, arcivescovo emerito di Torino

Atti osceni davanti al crocifisso

Il 16 febbraio, due influencer di TikTok, Queen Paul e Benjamin Ledig convinti di essere rivoluzionari e trasgressivi, si rendono protagonisti di atti osceni davanti al crocifisso della chiesa parigina di Saint-Paul-Saint-Louis. E quando non sono gli individui, ci si mette la giustizia a colpire la Chiesa francese. Il 25 marzo, sollecitati dall’associazione laicista La Libre pensée, i magistrati d’oltralpe hanno ordinato al sindaco di La Flotte-en-Ré di rimuovere una statua della Vergine Maria che troneggiava all’entrata del comune dalla Seconda guerra mondiale. Il motivo? La presenza della statua era “contraria alla laicità”.

L’8 aprile, alla cattedrale di Saint-Étienne di Tolosa, viene sventato un attentato, mentre il 24 aprile padre Krzystof Rudzinski, parroco 57enne della chiesa di Saint-Pierre-d’Arène di Nizza, e una suora di 72 anni vengono accoltellati.

Ma tutti parlano di “islamofobia”

Gli attacchi contro la cristianità, mentre la stampa progressista dedica paginate e dossier speciali all’islamofobia che dilagherebbe in Francia e accusa il più grande scrittore francese contemporaneo, Michel Houellebecq, di contribuirvi, continuano senza sosta a maggio: con un attacco alla parrocchia di Angers (un gruppo di militanti imbrattò l’ingresso della chiesa di Notre-Dame des Victoires), a giugno, con il furto nell’abbazia della Santissima Trinità di Fécamp di un reliquario in ramo dorato contenente le gocce del sangue di Gesù, tesoro di valore inestimabile, e a luglio quando la basilica di Notre-Dame di Boulogne-sur-Mer, famosa per la sua Madonna Nera, viene vandalizzata per quasi dure ore da un individuo presentato come “squilibrato”. Il bilancio? Statue distrutte, sedie e panche rovesciate e vetrate sfregiate.

Anche la Corte europea dei diritti contro i cristiani

Famille Chrétienne, nella sua lista, ricorda anche i due giovani cattolici di 15 e 17 anni aggrediti a Rambouillet all’uscita dalla messa il 4 settembre al grido di «sporchi razzisti, sporchi cattolici, sporchi bianchi», e la devastazione della cappella di Saint-Pol-de-Léon, in Bretagna, il 10 ottobre, cappella che era stata da poco restaurata.

Leggi anche:  Vigano: Un gesto di carità per i fedeli

Il settimanale francese menziona infine il “contributo” della Corte europea dei diritti dell’uomo alla protezione dei vandali anti-cristiani. Il 13 ottobre scorso, la Corte ha infatti dato ragione alla Femen Eloïse Bouton contro la giustizia francese che l’aveva condannata a più riprese per un atto osceno sull’altare della chiesa della Madeleine a Parigi. Nel dicembre del 2013, la Femen, a seno nudo, aveva simulato l’aborto di Gesù davanti al tabernacolo della Madeleine usando pezzi di fegato di vitello (sulla sua schiena compariva la scritta “Natale è cancellato”, Noel est annulé, mentre sopra e sotto il seno “344esima puttana”, 344e salope, un riferimento al manifesto firmato da 343 donne nel 1971 per chiedere la legalizzazione dell’aborto.

«Il 2023 sarà più pacifico?», si chiede Famille Chrétienne. Di certo, finché il governo e gli intellò continueranno a sottovalutare o peggio nascondere il problema della cristianofobia per paura di urtare la sensibilità di altre religioni la situazione non cambierà.

Fonte:
Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo:

Leave A Comment

Recommended Posts

Scienza

Perché ci preoccupa l’Intelligenza Artificiale

Non abbiate timore dell’intelligenza artificiale, ci rassicura il filosofo Maurizio Ferraris dalle colonne del Corriere della sera. Il bersaglio non esplicitato siamo noi conservatori, ritenuti apocalittici, antitecnologici, un po’ heideggeriani e tanto stupidi. In particolare mi sono sentito chiamato in causa perché in un […]

Opinioni

Né con lo Stato né con Cospito? Le follie di carta

A ispirare quell’acidissimo titolo di prima pagina di Domani, il giornale di Carlo De Benedetti, contro Giorgia Meloni, impegnata nella “strategia della tensione” sul caso Cospito, dev’essere stato anche il rimprovero – chiamiamolo così – mosso personalmente dalla presidente del Consiglio al detenuto anarchico in […]