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La sinistra non cambia, non può cambiare. La sua spocchia è catafratta, la sua cultura da fumetto, la sua morale è psichiatrica, improntata a dissonanza cognitiva, alla falsa coscienza di Marx. Solo che per loro va benissimo. Quarant’anni fa le Brigate Rosse ammazzavano a caso, magistrati, giornalisti di medio calibro, sindacalisti? «Ih, quante storie, non si fa d’accordo, compagni che sbagliano ma le battaglie erano giuste». Quarant’anni dopo, fallita miseramente la lotta di classe, ci riprovano con l’immigrazione intesa come sfruttamento organizzato, «coi negri famo più soldi che con la droga» come diceva quel mammasantissima del Pd, già omicida. Ma guai a dirlo, la sinistra psichiatrica con chiunque si ponga un dubbio, osi ragionare, distinguere, lo bolla come un negriero.

Mentre ad alimentare o almeno agevolare la tratta sono loro, con le Carole, le Ong dei Casarini, gli sbarchi massicci in combutta con gli scafisti, l’abbandono sistematico dei disperati che subito prendono a delinquere per ogni città, vedi a Bruxelles dove i furbissimi marocchini per festeggiare la vittoria contro il Belgio che li ospita hanno devastato la città al grido «Bruxelles è nostra». E la sfasciano? Ma per l’euroburocrate Gentiloni «è il calcio che fa da detonatore». Il calcio o la Ue e il Pd? «Coi migranti facciamo più soldi che con la droga»: regola applicata alla perfezione da Mimmo Lucano, idolo della sinistra radical salottiera: 13 anni in primo grado, 10 in appello, ma i trinariciuti: «Ih, quante storie, lo attaccano perché meridionale, avrà commesso qualche leggerezza ma le battaglie restano giuste».

Non bastando il compagno Mimmo, subito si inventano questo sparafucile Aboubakar, sindacalista con gli stivali sospettato degli stessi metodi di Lucano con l’aggravante di una parentela piuttosto ingorda. Ma chi lo ha costruito e quindi candidato: «Noi? Siamo le vere vittime, non abbiamo nessuna responsabilità anzi lo rifaremmo, le battaglie restano giuste». Altri, come il tragediografo regionale Saviano: «Ih, quante storie, lo attaccano perché è nero, avrà anche fregato ma le battaglie restano giuste». E non dicono, ha preso in giro un paese, ha scoperto gli altarini sulla tratta dei migranti e dovremmo fare ammenda anche noi; dicono: ha fornito argomenti ai razzisti, ma la lotta continua. Giammai, ammettere: ci siamo sbagliati. La colpa va sempre dirottata, dal benaltrismo al peraltrismo cioè discorsi a pera: «E allora i 49 milioni rubati dalla Lega?» Invece quelli fatti sparire dalla Soumahoro Family, quelli vanno bene perché «le battaglie restano giuste».

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Sinistra manicomiale che anche davanti al disastro di Ischia rivolta la frittata, una del Pd ha cinguettato giuliva che era colpa dei cambiamenti climatici, per dire il governo di destra. Ma i cambiamenti climatici non c’entrano e dall’isola fino alla Regione a fare il bello e cattivo tempo è il partito della sciocchina. Col risultato che 3 abitazioni su 4 risultano abusive e condonate. L’Italia frana, non c’è rovescio che non origini sciagure, nessuno sa dare l’allarme per tempo, l’intrico burocratico lascia le vittime alla mercé dei disastri, la gente continua a costruire nei posti più criminali, ma ci si preoccupa della CO2 di Greta: «Ih, fascisti, le battaglie restano giuste».

Quali battaglie? Qui se ne scorge solo una, «particulare» ma trasversale: quella per mantenere il privilegio. Altre battaglie, scusate, non se ne vedono e del resto non andrebbero condotte in quel modo, all’insegna della totale irresponsabilità improntata a sicura dissipazione. Si arriva al grottesco con le femministe antiviolenza che urlano: «Meloni boia Meloni troia, Meloni P38 ti lasciamo il culo rotto, Meloni fascista sei la prima della lista, Meloni ti mangiamo il cuore dal petto». Commenta una portavoce del Pd: «Ih, quante storie, frasi non troppo felici ma le battaglie restano giuste».

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