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Dopo aver rischiato di vincere il premio Nobel per la Pace alla fine il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky è riuscito ad ottenere un riconoscimento ufficiale dal mondo occidentale.

L’incoronazione del FT

Uno dei quotidiani ritenuti più prestigiosi dall’élite finanziaria angloamericana, il Financial Times, ha infatti deciso di incoronare l’uomo forte di Kiev come persona dell’anno 2022. Non si tratta di una scelta così sorprendente, tenuto conto della linea editoriale del quotidiano, schierata in maniera smaccata in favore della resistenza ucraina ad ogni costo, tanto da rasentare i limiti della russofobia. In questa ricostruzione Zelensky non può che rappresentare quindi il difensore perfetto degli interessi finanziari angloamericani anche nell’est Europa e per questo va premiato.

Quello che però lascia piuttosto esterrefatti è l’affresco agiografico che il Financial Times offre del leader ucraino. “È diventato un alfiere della democrazia liberale” sostiene il quotidiano londinese. A quale democrazia liberale si riferisce però il Financial Times? Di sicuro non quella ucraina che democrazia liberale non è, a maggior ragione durante la presidenza Zelensky.

Tutte le decisioni illiberali prese da Zelensky

Ricordiamo infatti che lo scorso marzo Kiev ha deciso di accorpare tutti i canali televisivi in un’unica emittente, creando quindi una piattaforma di propaganda attiva h24. Zelensky ha poi disposto la sospensione di ben 11 partiti politici di opposizione, accusati di essere filorussi. Si tratta di scelte difficilmente ascrivibili nell’universo di una democrazia liberale. Anche concedendo la giustificazione della guerra in corso, il regime in Ucraina non ne esce pulito.

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Perché già prima del febbraio 2022 Kiev non poteva essere definita una democrazia liberale. Nel 2019 l’Ucraina si attestava infatti al 102esimo posto nella classifica mondiale sulla tutela della libertà di stampa a causa del controllo esercitato da un ristretto numero di oligarchi sui principali canali di informazione. E parlando di oligarchi non si può di certo dire che l’attuale Presidente ucraino abbia cercato di diminuirne il potere, anzi.

I legami di Zelensky con gli oligarchi

Su Byoblu avevamo messo in luce come l’ascesa politica di Zelensky potesse essere legata a flussi milionari provenienti dalle tasche dell’oligarca Igor Kolomoyskyi, un miliardario che ha, tra le altre cose, contribuito al finanziamento delle formazioni paramilitari filonaziste ucraine che hanno operato nella zona del Donbass.

Ed è paradossale che lo stesso Financial Times, nello stesso editoriale in cui incorona, Zelensky, sia costretto ad ammettere i legami torbidi con persone poco raccomandabili. “Ha governato tramite una piccola cricca di luogotenenti fidati ma spesso poco qualificati, molti dei quali amici o soci di lunga data della sua carriera nel mondo dello spettacolo. ‘Ci sono molte persone strane intorno a lui, molte decisioni strane’, dice un ex membro del suo governo”.

Eppure nonostante il FT parli anche apertamente di corruzione in riferimento a Zelensky non esita a paragonarlo a Winston Churchill. Ricordiamo che anche in passato il premio di persona dell’anno del quotidiano britannico era stato assegnato a personaggi dal profilo controverso. Nel 2020 i vincitori erano stati i fondatori dell’azienda farmaceutica Biontech, mentre nel 2018 il premio era andato addirittura allo speculatore finanziario George Soros.

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