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E adesso? Ieri la Russia con alcuni colpi ben assestati ha di fatto disattivato il sistema elettrico dell’Ucraina: i precedenti attacchi avevano limitato la capacità di distribuzione a circa il 50% della domanda e i blackout controllati avevano permesso di fornire energia elettrica per alcune ore alla maggior parte del Paese. L’attacco di ieri ha creato un problema molto più grande perché non sono state attaccate solo le reti di distribuzione, ma anche gli elementi che collegano gli impianti di produzione di energia elettrica dell’Ucraina alla rete di distribuzione. Tutte e quattro le centrali nucleari dell’Ucraina con i loro 15 reattori sono ora in modalità di spegnimento. Martedì, durante un briefing per i giornalisti, ancor prima dell’ultima raffica di missili ad alta precisione e droni, Volodymyr Kudrytskyi, capo di Ukrenergo, l’operatore statale della rete elettrica, ha definito “colossali” i danni al sistema elettrico. I russi, ha detto, stavano prendendo di mira principalmente le sottostazioni, i nodi sulla rete elettrica dove la corrente viene reindirizzata dalle centrali elettriche. I componenti principali di queste sottostazioni sono gli autotrasformatori, “apparecchiature ad alta tecnologia e ad alto costo” difficili da sostituire.

Per la verità sono mesi che tutte l’occidente complessivo sta cercando di supportare l’Ucraina cercando in ogni dove nuovi autotrasformatori, persino in estremo oriente, ma a parte la difficoltà di trovarli, trasportarli e metterli in opera, qualsiasi tentativo di riparare la rete è lento e risulta inutile se essa continua ad essere attaccata, causando disagi enormi anche perché senza elettricità non funzionano nemmeno gli impianti idrici  delle città mentre altre fonti energetiche sono in crisi compreso il gas che Gazprom fa ancora passare attraverso l’Ucraina verso l’Europa, ma il cui flusso sarò diminuito a causa dei furti ucraini, una piaga che peraltro si è aperta all’indomani di piazza Maidan. In un certo senso questo è il contrappasso per la distruzione della rete elettrica del Donbass avvenuta per mano dell’esercito ucraino nel 2014 – 2015, cosa della quale naturalmente non si è parlato in occidente. Questo avviene dopo due settimane di giubilo per la “ritirata russa” che peraltro ha già prodotto i suoi effetti spezzando tutti gli attacchi Nato e prendendoli in una morsa tra artiglieria e aviazione. Ma in realtà non c’è più alcun coordinamento tra grandi formazioni: le unità che attaccano ora sono a livello di reparto o addirittura di plotone che vengono regolarmente annientate Se moltiplichiamo queste azioni per tutto il fronte dove avvengono spesso a decine in una giornata si può capire quale sia il logoramento per le truppe ucraine  le quali vengono inutilmente sacrificate senza alcuna ragione se non confermare l’esistenza in vita della guerra e permettere a qualche idiota nelle redazioni dei giornali o delle televisioni di continuare a dire che l’Ucraina sta vincendo..

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In realtà un paese che sta diventando “inabitabile” ha poche possibilità di intraprendere e vincere una guerra perché quando non ci sono trasporti, elettricità, calore e comunicazioni, tutto diventa incredibilmente difficile. È dunque possibile che il biblico afflusso di rifugiati che vi sarà a causa di tutto questo aumenterà la pressione sull’occidente per spingere l’Ucraina a negoziare la pace con la Russia. Non c’è altra via d’uscita con buona pace per il Parlamento europeo, organo del tutto inutile, il quale in un accesso di stupidità particolarmente acuto ha dichiarato la Russia “Paese sponsor del terrorismo”. Ma si tratta solo di parole che tentano di sostituirsi alla realtà e su tutta questa merda narrativa è arrivato la bomba di Boris Johnson, il quale ha dichiarato che “Tutta l’Europa desiderava che l’Ucraina cadesse rapidamente. Ma non potevo dirlo”. Del resto, sappiamo che la guerra la vuole qualcun altro che si nasconde dietro la faccia di Biden e che andrò avanti fino che potrà e dunque non possiamo attenderci altro che un esodo verso ovest. Non si fermeranno perché gli autori di questa guerra non hanno nulla da perdere e tutto da guadagnare dal massacro: sono solo le popolazioni che possono fermarli abbattendo il governo fantoccio e gridare finalmente ciò che essi non possono dire.

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