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Per i vecchi compagni di partito, l’ex ministro degli Esteri non avrebbe i titoli per ricoprire il ruolo di rappresentante dell’UE nel Golfo Persico

Fa ancora discutere la possibile nomina di Luigi Di Maio come inviato speciale dell’Ue per i Paese del Golfo. Alcuni ex eurodeputati pentastellati, ora passati tra le schiere dei Verdi, hanno scritto al Consiglio dell’Unione Europea.

La questione è quella dei titoli. L’ex ministro degli Esteri non avrebbe infatti le competenze necessarie per ricoprire un ruolo da rappresentante comunitario.

Interrogazione al Consiglio Ue su Luigi Di Maio e i suoi requisiti

I parlamentari europei Piernicola Pedicini, Ignazio Corrao e Rosa D’Amato, espulsi lo scorso anno dal Movimento 5 Stelle dopo gli scontri proprio con Luigi Di Maio, sono i promotori dell’iniziativa.

I tre hanno chiesto chiarimenti al Consiglio Ue sui requisiti in possesso dell’ex ministro e sulla sua effettiva idoneità a ricoprire l’incarico che potrebbe essergli affidato.

Nell’interrogazione rivolta all’organo degli Stati membri appaiono anche le firme di altri eurodeputati.

Luigi Di Maio “ha a malapena i titoli per uno stage”: l’accusa

Il Servizio europeo di Azione esterna richiede ai propri funzionari un diploma universitario e dai 3 ai 6 anni di esperienza professionale rilevante.

“Come ‘è possibile che non soddisfi gli stessi requisiti un rappresentante speciale Ue?”, scrivono i tre ex grillini in una nota congiunta.

“Una persona come Luigi Di Maio” avrebbe “a malapena i titoli per uno stage“, viene sottolineato nel documento. “Perché dovrebbe rappresentarci” in una “area strategica” come è quella dei Paesi del Golfo Persico?

Leggi anche:  La cautela europea sull’Iran, dove continuano le impiccagioni dei manifestanti

Dietro la nomina, il piano di affossare Conte: il timore dei Verdi

Su Facebook lo stesso Piernicola Pedicini scrive che “è evidente” che dietro la candidatura dell’ex ministro ci siano “ragioni di bottega” che risalgono all’esperienza di governo al fianco di Mario Draghi.

“Un patto da Prima Repubblica“, è l’accusa che lancia l’eurodeputato, ipotizzando che la proposta dell’incarico sia “il prezzo pagato per il tentativo, miseramente fallito, di affossare Giuseppe Conte e il M5s”.

“L’ex capo del Movimento 5 Stelle si potrebbe ritrovare a scalzare candidati che, a differenza sua, vantano lauree, titoli, competenze acquisite sul campo, conoscenza delle lingue straniere e anni di esperienze diplomatiche”, aggiunge.

“Sarebbe l’esempio peggiore per tantissimi ragazzi che credono nella meritocrazia e che fanno sacrifici enormi per maturare una formazione adeguata con la speranza di avere successo nel mercato del lavoro”, si legge ancora su Facebook.

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